Spotify, 306 milioni di abbonati Premium: i conti del terzo trimestre 2026

Spotify ha pubblicato il 22 ottobre 2026 i risultati del terzo trimestre, chiuso a fine settembre, e i numeri confermano la crescita del servizio di streaming audio. Gli abbonati Premium sono saliti a 306 milioni, il 9% in più rispetto a un anno prima, con 6 milioni di nuovi abbonati netti nel solo trimestre. Gli utenti attivi mensili, che comprendono anche chi ascolta gratis con la pubblicità, sono arrivati a 788 milioni (+11%).
Ricavi, margini e Borsa
Il fatturato del trimestre è stato di 4,969 miliardi di euro, in aumento del 16% (14% a cambi costanti). La quota principale arriva dagli abbonamenti: i ricavi Premium hanno raggiunto 4,487 miliardi (+17%), mentre la pubblicità si è fermata a 482 milioni (+10%). Il ricavo medio per abbonato Premium è salito a 4,95 euro, sostenuto soprattutto dagli aumenti di prezzo. L'utile operativo è stato di 672 milioni di euro, con un margine del 13,5%, e il margine lordo si è attestato al 33%, che la società indica come il livello più alto mai registrato in un terzo trimestre. L'utile per azione diluito è invece sceso a 2,48 euro, contro i 3,28 euro di dodici mesi prima.
Come riporta Il Sole 24 Ore, nel giorno della pubblicazione dei conti il titolo ha chiuso in rialzo dell'11,1% a Wall Street.
Le previsioni e le novità per gli utenti
Per l'ultimo trimestre dell'anno la società prevede 818 milioni di utenti attivi, 316 milioni di abbonati, ricavi per 5,2 miliardi e un utile operativo di 820 milioni di euro, una stima che secondo Il Sole 24 Ore è superiore alla media delle attese degli analisti.
Nel documento per gli azionisti Spotify elenca anche le principali novità del periodo: le Creator Memberships, con cui i creator idonei possono offrire abbonamenti a pagamento ai propri fan, sono partite in 34 mercati; il Partner Program, che permette ai creator di guadagnare in base al coinvolgimento del pubblico, si sta allargando a oltre 35 nuovi mercati, tra cui l'Italia; gli audiolibri passeranno da 22 a più di 180 mercati entro la fine del 2026. Il co-amministratore delegato Gustav Söderström ha sostenuto che Spotify appartiene a una delle poche categorie che possono davvero prosperare nell'era degli agenti di intelligenza artificiale, perché l'intrattenimento non è un compito che le persone vogliono delegare: «Nessuno chiede a un agente di "riassumergli una canzone"» (traduzione dall'inglese).
Fonti Spotify – Q3 2026 Update (SEC), Spotify Newsroom, Il Sole 24 Ore



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