Spotify, cover e remix con l'intelligenza artificiale attesi a inizio 2027

Spotify starebbe preparando per il primo trimestre del 2027 il lancio dello strumento che permetterà agli abbonati di creare con l'intelligenza artificiale cover e remix dei brani di artisti che hanno dato il consenso. Lo ha scritto il 30 ottobre 2026 il Financial Times, citando persone a conoscenza dei piani; l'azienda non ha voluto commentare e, secondo le stesse fonti, tempi e prezzo non sono ancora definitivi.
Cosa riporta il Financial Times
Secondo la ricostruzione ripresa da Music Business Worldwide e Investing.com, il servizio potrebbe essere presentato in occasione dei Grammy Awards di febbraio e costare tra 4 e 5 dollari al mese in più rispetto all'abbonamento. Spotify avrebbe già firmato accordi con Universal Music Group, con Merlin, che rappresenta molte etichette indipendenti, e con la francese Believe, mentre le trattative con Sony Music e Warner Music sarebbero ancora in corso.
La partecipazione resterebbe volontaria anche per i singoli musicisti: un artista potrebbe restare fuori anche se la sua etichetta ha concesso la licenza. Sempre secondo il quotidiano britannico, Spotify e Universal stanno contattando direttamente gli artisti, e convincere le grandi star di oggi si sarebbe rivelato più difficile che coinvolgere alcuni nomi affermati da più tempo.
Che cosa era già ufficiale
Il progetto in sé non è una novità. Il 21 maggio 2026, durante l'Investor Day di New York, Spotify ha annunciato le licenze con Universal Music Group e Universal Music Publishing Group per uno strumento con cui i fan potranno creare cover e remix dai cataloghi di artisti e autori aderenti, con consenso, crediti e compensi previsti fin dall'inizio. L'azienda lo ha descritto come un'opzione a pagamento per gli utenti Premium, pensata per generare entrate aggiuntive per chi partecipa.
Nei mesi successivi sono arrivati gli accordi con Merlin e con Believe. Lo strumento non è pensato per generare opere completamente nuove, ma per creare remix e cover di registrazioni esistenti, sempre e solo con artisti che hanno scelto di partecipare.
Cosa cambia per chi ascolta in Italia
Al momento non ci sono informazioni ufficiali su date o prezzi per l'Italia. Se le indiscrezioni saranno confermate, la funzione si aggiungerà all'abbonamento come componente facoltativa e coinvolgerà solo i cataloghi degli artisti che decideranno di aderire.
Fonti Music Business Worldwide, Investing.com, Spotify Newsroom



Lascia un commento
Stai rispondendo a ·