Universal Music, ricavi a 3,39 miliardi nel terzo trimestre: crescono gli abbonamenti

Il gruppo discografico Universal Music Group (UMG) ha pubblicato il 29 ottobre 2026 i conti del terzo trimestre, chiuso il 30 settembre. I ricavi sono saliti a 3,394 miliardi di euro, con una crescita dell'11,7% a cambi costanti (12,3% a cambi correnti). A spingere il risultato sono soprattutto gli abbonamenti allo streaming e l'integrazione di Downtown, il gruppo acquisito nel corso del 2026.
Streaming e abbonamenti
I ricavi da abbonamenti dei servizi di streaming, cioè la quota che Universal incassa dalle piattaforme a pagamento, sono cresciuti del 19,2% a cambi costanti. Senza il contributo di Downtown l'aumento è del 9,5%: un dato che permette di confrontare il trimestre con lo stesso periodo del 2025 a parità di perimetro. Lo streaming finanziato dalla pubblicità è cresciuto del 13,5%, e del 4,7% al netto dell'acquisizione.
Bene anche il formato fisico, tra vinili e CD: 392 milioni di euro, in aumento del 17,4% a cambi costanti. La divisione editoriale, che gestisce i diritti d'autore delle canzoni, ha registrato ricavi per 590 milioni di euro, in crescita del 7,5%.
Margini e artisti del trimestre
L'EBITDA rettificato, un indicatore della redditività operativa, è salito del 9% a cambi costanti fino a 729 milioni di euro, con un margine del 21,5%. Tra gli artisti che hanno venduto di più nel periodo, l'azienda indica Mrs. Green Apple, Olivia Rodrigo, Stray Kids, Ariana Grande e The Beatles.
Anche il totale dei ricavi va letto con la stessa attenzione: escludendo Downtown, la crescita a cambi costanti scende al 5,3%. Per chi ascolta musica in streaming i numeri confermano quanto gli abbonamenti a pagamento pesino ormai nei conti di Universal: nel trimestre la crescita degli abbonamenti è stata più rapida di quella dei ricavi complessivi, sia con Downtown sia senza.
Fonti Universal Music Group (comunicato), Reuters, Music Business Worldwide



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